Siediti.
Il resto viene da sé.
Un tavolo dove puoi sederti accanto a qualcuno che non conosci. Si inizia con una parola: “posso?”.
Qual è la cosa più bella che ti è capitata questa settimana?
Trascina la mappa per esplorare · tocca un segnaposto
Tre gesti, e sei dentro
Niente istruzioni complicate.
Chiedi “posso?”
Aggiungi una sedia
Chiacchiera
Un tavolo, in un luogo vero, aperto a chi arriva da solo
Il Social Table è un tavolo come gli altri, con una differenza: chi si siede lì accetta che qualcuno gli chieda “posso?”. Non c’è un animatore, non c’è un programma. C’è un segnatavolo che dice che quel tavolo è aperto e un mazzo di carte con domande, se il silenzio si fa lungo.
I luoghi del network dedicano un tavolo e scelgono un’ora fissa: quella è l’ora in cui sai che troverai qualcuno. Le persone possono anche proporre un incontro dove vogliono: un parco, una piazza, una panchina.
Musica bassa, luci morbide, analcolici benvenuti quanto il resto: un posto dove si sta bene anche se sei una persona che si stanca in fretta nel rumore.
Da che parte del tavolo sei?
Trova un tavolo. O crealo tu.
Sulla mappa vedi dove sono i tavoli aperti. E se non ce n’è uno vicino, proponi tu un incontro, anche al parco.
Un tavolo del tuo locale può cambiare la serata di qualcuno
Gratis. Ti iscrivi, stampi il kit, dedichi un tavolo. Compari sulla mappa.
Un tavolo per tutti, davvero
Pensato perché nessuno si senta di troppo.
Accogliente per chi è più sensibile
Sobrietà benvenuta
Si gioca
Relazioni autentiche
La solitudine è una questione di salute. La connessione è la cura.
15
sigarette al giorno: tanto incide la solitudine sulla salute
US Surgeon General, 2023
1 su 6
persone nel mondo è toccata dalla solitudine
OMS, Commissione sulla Connessione Sociale, 2025
9,3 mln
di persone vivono da sole in Italia
ISTAT, 2024
In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU
Nato dal gioco e dalle relazioni autentiche
Social Table è ideato da Lucia Berdini e Michele Pierangeli, fondatori del Manifesto del Gioco e autori di “Hai un minuto?”, in collaborazione con Playfactory. Un progetto d’impatto sociale che usa gli spazi che già viviamo, dai bar ai ristoranti, per farci ritrovare.